Ostetricia

La gravidanza e il calcolo della data del parto

Una gravidanza dura circa 40 settimane calcolate dal 1º giorno dell’ultima mestruazione. Tuttavia, solo un piccolo numero di bambini arriva puntuale!
Il 95% infatti, nasce tra la 38ª e la 42ª settimana. Il calcolo della data presuppone un’ovulazione ideale a esattamente metà del ciclo e la seguente concezione.
In una donna che abbia il ciclo regolare di 28 giorni questo calcolo può essere relativamente preciso, ma per una donna con un ciclo irregolare o lungo il calcolo facilmente risulterà errato.

Se desideri calcolare quando nascerà il tuo bambino inserisci qui sotto la data del primo giorno della tua ultima mestruazione:

In cosa consiste l’assistenza medica durante la gravidanza?

Si raccomanda ad una donna incinta di andare dal ginecologo ogni mese per assicurare la propria salute e seguire lo sviluppo del bambino. Durante le visite verranno eseguiti diversi esami: i più comuni sono quello del sangue e dell’urina, il controllo del peso e della pressione sanguigna. L’ecografia è inoltre importante per seguire la crescita e lo sviluppo morfologico del bambino nonché la quantità del liquido amniotico e la placenta.
Ci sono inoltre alcuni esami per accertare che il bambino non sviluppi handicap dovuti a irregolarità cromosomale e/o a malformazioni fisiche. Questi esami sono consigliati in particolar modo nel caso che l’età della futura mamma sia già matura (dai 35 anni in su).



Bitest e Tritest

Il Tritest è stato introdotto durante gli anni ’80 quando si scoprì che 3 parametri del sangue della madre, alfa-fetoproteina, HCG ed estriolo in relazione all’età della madre permettono di rilevare nel 60% dei casi un’anomalia cromosomale già all’inizio del secondo trimestre. Negli anni ’90 altri parametri del sangue, il PAPP-A e il free-beta HCG (Bitest) hanno aumentato la percentuale della definizione.


Translucenza nucale

Il rapido sviluppo della diagnostica ecografica ha aggiunto inoltre, un altro importante parametro: la translucenza nucale.
Si tratta dell’accumulo di fluido fra la pelle ed i muscoli della colonna vertebrale del feto. Questo accumulo è un evento fisiologico fra 11ª e 14ª settimana.
Nel caso che il fluido ecceda si può intuire un’anomalia cromosomale o un difetto della spina dorsale. Combinando la transucenza nucale con il Bitest si ottiene un risultato la cui precisione supera il 90%.


SaFe Test

SaFe- Test è una tecnica che permette di filtrare il DNA fetale circolante nel sangue materno  e quindi di determinare i cromosomi 21,18,13, X e Y. La sicurezza è del 99% con falsi postivi al 0.1 %, può essere eseguito dalla 10 settimana di gravidanza in poi.


Amniocentesi

L’Amniocentesi è una tecnica per estrarre attraverso un sottilissimo ago e sotto controllo ecografico, del liquido amniotico. Le cellule fetali che si trovano nel fluido prelevato vengono coltivate e i loro cromosomi analizzati. Questo esame è il più frequente per accertare la sindrome di Down.
L’età della madre è un fattore che influisce notevolmente sullo sviluppo di questa sindrome nel feto infatti a 20 anni il rischio di partorire un bambino Down è 1:1700 mentre a 35 questo rischio aumenta a 1:350. Ecco perché diventa importante effettuare questo esame sulle future mamme di età matura.


Villocentesi (CVS)

La villocentesi è simile all’ammniocentesi, si tratta infatti di estrarre con un sottile ago e sotto controllo ecografico, alcune cellule della placenta. Questo esame può essere eseguito nella 12ª settimana; la percentuale di aborto conseguente a villocentesi è di circa il 2%.


Ecografia

L’ecografia è il monitoraggio della crescita e dei progressi del feto. Essa permette inoltre di individuare il sesso del feto, il caso di una gravidanza multipla ed eventuali anomalie fisiche. L’ecografia è un esame totalmente indolore che non comporta nessun rischio né per la mamma né per il bambino. Finalmente vedrai le prime immagini del piccolo!


Il parto

Il parto del tuo bambino è un evento gioioso, per tutti, compreso il dottore!
Supposto che la gravidanza sia progredita normalmente e che non ci siano da parte del tuo dottore indicazioni di rischio per la madre o per il bambino, il metodo per partorire deve essere deciso dalla mamma. La futura mamma può scegliere la posizione per il parto, per esempio sdraiata o seduta, e l’ambiente, il livello della luce e l’uso della musica che forse il bambino ha già ascoltato durante la gravidanza. ostetricia
Il tuo dottore può inoltre ridurre o eliminare il dolore del parto attraverso l’anestesia epidurale, se richiesto.


Il parto in acqua

In alcune sale da parto è presente una vasca da bagno che permette di immergersi in acqua calda durante il travaglio facilitando il rilassamento. In particolare l’acqua ha un effetto benefico sul pavimento pelvico e contribuisce ad una dilatazione meno dolorosa della cervice.
L’immersione nell’acqua calda inoltre, aumentando il flusso sanguino dell’utero facilita il travaglio per la mamma e per il bambino.
Il bambino viene partorito in un ambiente molto simile a quello che lascia e la sua transizione verso il mondo è più gentile, delicata e meno traumatica.
Attenzione: il bambino comincia a respirare solo quando la bocca e il naso sono esposti all’aria, non c’è quindi pericolo che l’acqua sia aspirata!


 Sgabello da parto

Lo sgabello permette un parto nella posizione seduta con il beneficio della forza di gravità. Questo metodo è usato dall’antichità e molte donne lo trovano più piacevole e più comodo di quello nella posizione sdraiata. Anche il papà può partecipare attivamente al parto sorreggendo e abbracciando la futura mamma.

Sedia da parto spagnola del 1600 (casa di Hemingway a Key West in Florida).

Sedia da parto spagnola del 1600 (casa di Hemingway a Key West in Florida).


Il lettino da parto

Si tratta di un lettino sul quale la madre si stende per partorire. Questo lettino può essere inclinato a piacere fino a permettere la posizione seduta. Il vantaggio del lettino è che facilita al dottore l’assistenza specialmente nei casi dove una ventosa o un forcipe sono necessari per aiutare il bambino a nascere.


Episiotomia

Verso la fine del parto, quando il perineo (la parte di tessuto tra vagina ed ano) è molto teso, è possibile effettuare un piccolo taglio, detto episiotomia, per ridurre il rischio di lacerazione e per accelerare la nascita in modo da evitare uno stress al bambino.
Con la preparazione adeguata del perineo attraverso massaggio e con un’estrazione gentile della testa del bambino l’episiotomia spesso non è necessaria.


Il taglio Cesareo

Il Taglio Cesareo è un parto chirurgico. Normalmente si effettua sotto anestesia epidurale (la paziente è sveglia ma insensibile dal petto in giù), ma in alcuni casi è indicata l’anestesia generale (la paziente è completamente addormenta).
Questa operazione consiste in un taglio trasversale nella zona superiore al pube. Attraverso questo taglio si accede al bambino e lo si estrae dall’utero. Il bambino viene visitato e poi subito restituito alla mamma.
La miglior tecnica per il Cesareo è la “Misgav-Ladach” dal nome dell’ospedale in cui il chirurgo Michael Stark la sviluppò. Tale tecnica consente al chirurgo un uso limitato del bisturi: infatti l’aperura della parete addominale e dell’utero è eseguita in prevalenza manualmente.
In questo modo il trauma del tessuto è inferiore e ciò permette una guarigione più veloce e un’incidenza minore di aderenze.
La paziente, di conseguenza, avverte in misura minore i dolori postoperatori.


Taglio Cesareo o parto spontaneo?

Generalmente il taglio cesareo viene eseguito a seguito di un’indicazione medica derivante da un rischio per la madre o per il bambino, altrimenti si procede con il parto spontaneo.
Tuttavia alcune donne preferiscono avere un taglio cesareo anche senza indicazione medica.
La comunità medica internazionale non è mai stata unanime sul miglior modo di partorire in quanto sia il taglio cesareo sia il parto spontaneo presentano vantaggi e svantaggi.
Non prendere una decisione affrettata, parla con il tuo dottore e lasciati spiegare tutte le possibilità!


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Leggi anche “Primi istanti dopo il parto, articolo pubblicato in “Dolce attesa”, agosto 2013