Il seno

Il controllo ginecologico annuale deve includere l’esame del seno: il medico, mediante palpazione, individua eventuali noduli presenti nella mammella ed eventuali linfonodi ingrossati presenti nell’area sopra la clavicola e sotto l’ascella.
Ogni donna, una volta al mese, dovrebbe eseguire inoltre un’autopalpazione, preferibilmente dopo il ciclo mestruale.
Molte donne, però non hanno fiducia nelle proprie capacità di esaminare il seno.

Generalmente, è importante notare:

  • Se ci sono noduli
  • Una differenza di grandezza dei seni
  • L’asimmetria dei seni quando si sollevano le braccia
  • La ritrazione dei capezzoli
  • Un cambiamento del colore dei capezzoli
  • Perdite dai capezzoli
  • Variazione del colore e della tessitura della pelle
  • Segni di infiammazione, arrossamento e/o calore

In questi ultimi anni, gli esami al seno vengono effettuati tramite l’ecografia, che permette di identificare la presenza di cisti, ovvero di piccole sacche ripiene di fluido corporeo.
Anche noduli solidi si possono riconoscere con l’ecografia, sebbene a volte, sia necessario un ulteriore esame: la mammografia.

La mammografia è un esame a raggi X del seno ed è il metodo più efficace per identificare le patologie del seno.
Si raccomanda di eseguire la prima mammografia tra i 30 ed i 40 anni, utile in seguito come esame di riferimento.
Dai 40 anni in poi, si raccomanda di eseguire una mammografia ogni 2 anni: si consiglia inoltre un controllo più frequente per le donne a rischio, quelle cioè nella cui famiglia ci siano stati casi di tumore al seno.


Come si esegue l’autopalpazione?


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